Il Ristorante

con le sue delizie

Pappardelle fatte a mano con ragù di cinghiale

Postato in Ricettario di Mamma Giulia.

Ricetta per 4 persone

Le pappardelle sono la pasta all'uovo più tipica della cucina toscana: in pratica sono delle tagliatelle un pochino più spesse e larghe quasi il doppio. Le tagliatelle (6-8 mm di larghezza) sono meno larghe delle fettuccine (1 cm). Le pappardelle sono circa il doppio delle tagliatelle.

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 400 gr di farina tipo 00
  • 200 gr semola di grano duro
  • sale q.b.
  • 200 gr semola di grano duro
  • acqua tiepida

Preparazione

Fare una fontana con la farina. Mettere le uova al centro con un po' di sale. Con un movimento rotatorio, impastare le uova con il bordo interno della fontana di farina finchla farina non avrassorbito le uova. Una volta che saramalgamato bene, cominciarlo a lavorare. Lavorare la pasta fino a quando sarliscia. Fate delle palle di ugual dimensione e lasciarle riposare in frigo 20-30 min. Spolverate di farina il piano di lavoro e usate la macchina per stendere la pasta e fare la sfoglia. Lo spessore della sfoglia va regolato girando il pommello regolatore sul fianco della macchina. La sfoglia va fatta passare prima con il pommello posizionato sul numero 1 poi sul numero 3 e poi a finire sul numero 5. Coprire le sfoglia con una tovaglia e farla riposare da 30 min. a 1 ora (secca abbastanza perchnon si attacchi e non si rompa quando viene piegata). Tagliare la pasta in due. Piegare la sfoglia in quattro. Spolverare di farina. Ripiegare in due. Spolverare di farina. Con un coltello tagliare delle tagliatelle di 5 mm. Preparare un vassoio con farina o semola rimacinata. Dare aria alle tagliatelle agitandole un po' e sistemarle sul vassoio facendo attenzione che non si attacchino. Lasciarle essiccare per 2 ore.

Allevamento Chianina

Alleviamo bovini di razza chianina per offrire il meglio della carne toscana.

Vitellone bianco

Derivata secondo alcuni dal Bos Primigenius (quello raffigurato nei graffiti delle caverne preistoriche), la Chianina risulta presente in Italia da olter 2500 anni. Il "bove" chianino era molto apprezzato già dagli Etruschi e dai Romani che per il suo candido manto lo usavano nei cortei trionfali e per i sacrifici alle divinità, come troviamo descritto dai georgici e ai poeti latini e raffigurato in bronzetti e bassorilievi romani tra cui quello celebre dell'Arco di Tito nel Foro Imperiale. Il suo nome deriva dalla Val di Chiana, area in cui da sempre è allevata. Oggi è presente in Toscana, Umbria alto Lazio ed in misura minore anche in altre regioni. La Chianina è riconoscibile dal manto bianco-porcellana, dalla pigmentazione nera del musello e della lingua, dalla testa leggera ed elegante con corna brevi, dal tronco lungo e cilindrico con dorso e lombi larghi e dagli arti più lunghi che nelle altre razze: è, infatti, il bovino più grande del mondo. Nel secondo dopoguerra, grazie alla grande facilità di adattamento ad ambienti diversi, la Chianina è diventata una razza "cosmopolita", varcando i confini nazionali per raggiungere l'Asia, la Cina, la Russia, l'Australia e le due Americhe. Utilizzata un tempo soprattutto per il lavoro nelle campagne, la Chianina è considerata oggi uno dei più pregiati produttori di carne al mondo. Tra le razze bovine tutelate dal Consorzio la Chianina è forse quella che gode oggi di un'immagine più nobile ed affermata, grazie anche alla fama che si è saputa conquistare con il mito gastronomico della fiorentina.

Citazione di Vitellonebianco.it

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